“Noi abbiamo fatto la partita, loro i gol…”: lapidaria, nella sua crudezza, l’epigrafe del d.s. Fabio Calagreti (per la circostanza anche capo delegazione) alla partita del Città di Castello in quel di Lanusei. Lasciano il tempo che trovano gli apprezzamenti, pure da parte degli avversari, riguardo la prestazione dei tifernati: anzi, quandanche sinceri, suonano beffardi un bel pò, visto com’è finita. Ma il fatto è -e qui ci rendiamo conto di scivolare nella più ovvia delle banalità- che quando non la butti dentro, finisce col diventare molto più probabile perderle le partite, piuttosto che vincerle… Già, dal momento che basta poco: una disattenzione, un errore individuale (e stavolta l’estremo difensore Simone, molto spesso sugli scudi, diciamo che…non ha brillato, tanto per rimanere sul vago), e si torna a casa con un magone grosso così. Tre sconfitte di fila -l’ultimo punto in casa con l’Ostiamare: era ancora ottobre…- ed il bastimento di mister Fiorucci comincia a pendere pericolosamente da un lato, data la gran quantità d’acqua che sta imbarcando: e quel lato dà verso il fondo della graduatoria, al momento occupato da una Torres che ne prende 6 o 7 per volta -meno male!- . Conta poco tuttavia, visto che alla fine saranno in due a salutare la compagnia al primo giro, ed attualmente toccherebbe per l’appunto anche ai pupilli del presidente Stefano Caldei. Vabbè, osserverà qualcuno, non la facciamo così tragica, non siamo nemmeno a metà strada! Vero, verissimo, tuttavia ne converrete che è il caso di iniziare a preoccuparsi…Cerchiamo allora di pensare positivo (mica facile) buttandola sul paradossale: ora come ora la ciurma altotiberina veste gli stracci del Foligno di inizio campionato, quello di Guazzolini per intenderci. Vale a dire prestazioni non disprezzabili, ma punti in classifica col lanternino o giù di lì. Poi però i falchetti hanno cambiato marcia all’improviso, tanto che in quattro e quattr’otto son riusciti a sopravanzare Missaglia e soci, al momento alle loro spalle. Il parallelo con i cugini è tutt’altro che casuale, dal momento che domenica proprio il gruppo del tecnico Palazzi salirà al “C.Bernicchi”. Per dirla tutta: sarà l’occasione giusta, per i locali, di…restituire agli ospiti i loro panni presi inopinatamente in prestito, e ricacciarli alle proprie spalle! Eh sì amici, siamo già (ben prima di Natale) ad uno snodo fondamentale nel campionato biancorosso: in un modo o nell’altro, quella partita occorrerà aggiudicarsela, senza se e senza ma. Fallire l’obiettivo comporterebbe una sorta di lunga e dolorosa eutanasia, verso un epilogo che è meglio non delineare compiutamente, ma che non appare difficile immaginarsi… Brutta, brutta assai la morte lenta, perchè si tribola, sapendo già come andrà a finire: ecco, proprio questo occorre evitare, e non c’è strada alternativa se non rimandare a casa i falchetti con le pive nel sacco! Allo scopo ci vorrà una squadra col sangue agli occhi e la bava alla bocca (Tamba, mettici del tuo in settimana…), e -perchè no- un consistente apporto da parte del pubblico, chiamato a quel che non sappiamo definir meglio che un atto di fede. Sicuro, ci vorranno tanti tifosi, come ai bei tempi, e ‘caldi’ al punto giusto: è il lasciapassare per aver ancora modo di dire la propria parola, in attesa di tempi migliori – l’invocato dicembre è ormai dietro l’angolo…-.